BOMBA SU MATTARELLA! ARRIVA LA CONTROMOSSA FURIOSA DI DI MAIO: “IMPEACHMENT PER MATTARELLA”

Con una telefonata a Fabio Fazio il leader del M5s conferma che i vertici del M5s stavano ragionando della messa in stato d’accusa del presidente della Repubblica: “Prima attiviamo l’articolo 90 e poi si va alle urne, perché bisogna parlamentarizzare questa crisi”. Parla di messa in stato d’accusa del capo dello Stato anche Giorgia Meloni, mentre Matteo Salvini attacca il Colle: “Non siamo un Paese libero”. A difendere il presidente solo il Pd e – forse per la prima volta in vita sua – Berlusconi

Quella più evocativa era l’unica senza virgolettato. Ma ci ha pensato Luigi Di Maio a parlare apertamente di impeachment per Sergio Mattarella. Il capo politico del Movimento 5 stelle è intervenuto telefonicamente a Che tempo che fa per essere intervistato da Fabio Fazio e dire: “Se andiamo al voto e vinciamo poi torniamo al Quirinale e ci dicono che non possiamo andare al governo. Per questo dico che bisogna mettere in Stato di accusa il Presidente. Bisogna parlamentarizzaretutto anche per evitare reazioni della popolazione“.  Quindi è vero che i vertici del Movimento stavano ragionando  in queste ore sull’ipotesi di impeachment a Sergio Mattarella. “Prima attiviamo l’articolo 90 e poi si va al voto, perché bisogna parlamentarizzare questa crisi”, ha spiegato su Rai Uno quello che è il leader della prima forza politica del Paese. Una richiesta che non ha precedenti. Come non ha probabilmente precendenti questa crisi politica.

La richiesta di impeachment per l’inquilino del Colle arriva dopo la decisione del capo dello Stato di dire no al nome di Paolo Savona come nuovo ministro del Tesoro e quindi la remissione dell’incarico da parte di Giuseppe Conte, ipotetico premier del primo governo M5s-Lega che a questo punto non ci sarà. Fonti del M5s consultate dal fattoquotidiano.it hanno confermato che a proposito dell’impeachment seguiranno questa linea: il timore del Movimento è che Mattarella – spinto dal “terrore” dei mercati finanziari – voglia formare un governo del Presidente. “Timore” diventato realtà, dopo che è stato convocato per domani al Colle l’ex commissario alla spending review Carlo Cottarelli per l’incarico da premier. Dal Quirinale è arrivato un secco “no comment” all’ipotesi dello stato d’accusa, prima anticipata dall’agenzia Ansa e poi ventilata su twitter anche da Carlo Sibilia: “Non esiste mandare nel caos il paese per fini ideologici. Credo sia arrivato il momento per l’impeachment a Mattarella. È una strada obbligata e coerente”.



A parlare apertamente di impeachment è anche Giorgia Meloni. “Si dice che il Presidente della Repubblica abbia messo il veto sulla nomina di Paolo Savona a Ministro dell’Economia, se questa notizia fosse confermata avrebbe dell’incredibile. E se questo veto fosse confermato sarebbe drammaticamente evidente che il Presidente Mattarella è troppo influenzato dagli interessi delle nazioni straniere e dunque Fdi nel caso in cui questo veto impedisca la formazione del nuovo Governo chiederà al Parlamento la messa in stato d’Accusa del Presidente per alto tradimento”, dice la leader di Fratelli d’Italia mentre l’altro leader del centrodestra, e cioè Silvio Berlusconi, difende – forse per la prima volta in vita sua – Mattarella. “Come sottolineato dal presidente Mattarella in un momento come questo il primo dovere di tutti è difendere il risparmio degli italiani, salvaguardando le famiglie e le imprese del nostro Paese. Il Movimento 5 stelle che parla di impeachment é come sempre irresponsabile. Forza Italiaattende le determinazioni del capo dello Stato, ma ove necessario sarà pronta al voto”, dice l’ex premier.

A non parlare completamente di messa in stato d’accusa di Mattarella è invece, fino a questo momento, Matteo Salvini, che pure era stato il primo ad attaccare il Quirinale. “Mi sto convincendo che non siamo un paese libero. Siamo un paese a sovranità limitata. Mi spiace perché domani mattina eravamo pronti ad entrare in ufficio, qualcuno ce lo impedisce, qualcuno lo spieghi a 60 milioni di italiani”, ha detto il leader della Lega da Terni spiegando che durante il colloquio avuto con il presidente della Repubblica è “andato a raccontare quello che avremmo voluto fare da domani mattina. Ma ci è stato detto che un ministro dell’economia non gradito ai mercati, ai tedeschi, all’Europa, alle banche non poteva essere nominato. Questo vuol dire che il voto degli italiani conta poco e che non siamo un paese totalmente libero”.

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